L'ECOLOGO DI LIDIA CROCE



Può la chimica farsi arte? Nell'Ecologo, pittura-progetto per una scultura monumentale dell'artista Lidia Croce, l'apparente antinomia tra formula scientifica ed estetica forma risulta del tutto risolta, grazie ad una invenzione poetica originale, che, ripercorrendo le auree tracce rinascimentali dell'identificazione arte/scienza, mostra come (supposte aride) formule chimiche possanno trasformarsi in gioiosi elementi decorativi, oggetti di fantasia colorata.
Il dipinto è costruito su toni d'azzurro e bianco; da un racemo di spighe, struttura portante della scultura e pure del quadro, si dipartono figure di volti, uccelli, linee-corpi densi di vitale energia; attorno le formule chimiche degli elementi divengono presenze artistiche, in un libero gioco formale, sostruzioni simboliche, è vero, ma pure componenti estetici del quadro (e/o scultura).
Il gioco, la vitalità dell'esistenza, il connubio imprescindibile fra (ancora un elemento rinascimentale!) il microcosmo dell'uomo e il macrocosmo dell'universo, costituiscono il fondamento di questo lavoro della Croce. Quasi un revival neoplatonico, infatti, la figura appare della stessa sostanza delle spighe; oppure esse assumono umano sembiante: l'albero si fa uomo e l'uomo si fa albero, anzi è l'albero stesso; gli elementi del mondo sono – e le formule alla base del dipinto lo spiegano con l'autorità della scienza – i medesimi delle figure, in una dinamica e ininterrotta simbiosi uomo/natura, ch'è il segreto stesso della Vita. Il messaggio ecologico alfine si mostra in tale opera con tutta la chiarezza e la forza del linguaggio comune delle immagini, epitome bella ed universale di quanto appunto la filosofia, la scienza, la religione cercano di far comprendere, ovvero che l'Universo è Uno e, francescanamente parlando, l'acqua, gli alberi, gli animali sono parte di noi, l'ambiente è la nostra "oikos", la casa in cui viviamo e che sia dunque chiara, pulita e bella come il dipinto dell'artista Lidia Croce.

Piergiacomo Petrioli

(storico dell'arte, docente di critica d' arte all' Università di Firenze)